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CONTROLLI RADIOGRAFICI

Perché includere radiografie nei controlli dentali


Quando andiamo dal dentista per una visita di controllo, spesso pensiamo solo alla pulizia, all’esame visivo delle gengive e dei denti. Ma proprio perché molte patologie cominciano “nascoste”, i controlli radiologici assumono un ruolo fondamentale.


1. Scoprire le lesioni invisibili


Molti problemi oral­mente rilevabili nascono al di sotto della superficie visibile:

• Le carie interdentali (fra dente e dente) possono iniziare senza segnali evidenti visibili ad occhio nudo. Le radiografie le evidenziano precocemente.

• Le carie sotto restauri o otturazioni già esistenti possono sfuggire durante l’esame clinico.

• Le radiografie permettono di valutare l’osso che sostiene i denti, per individuare perdita ossea o processi parodontali in atto.

• Possono essere rilevate infezioni radicolari, ascessi, lesioni ossee, cisti o anomalie che altrimenti non darebbero sintomi evidenti fino a stadi avanzati.


2. Monitoraggio nel tempo e pianificazione


Un aspetto cruciale dei controlli regolari è la comparazione nel tempo:

• Con radiografie periodiche, il dentista può osservare eventuali cambiamenti morfologici: ad esempio progressione di una carie, evoluzione della perdita ossea, comparsa di una lesione nuova.

• Questi dati aiutano a pianificare interventi mirati e ad intervenire prima che il problema diventi più grave.

• In casi in cui si debbano fare trattamenti tecnici (es. impianti dentali, estrazioni complesse, trattamenti endodontici), le radiografie sono indispensabili per calibrare il piano terapeutico.


3. Sicurezza e dosaggio limitato di radiazioni


È naturale che alcuni pazienti si preoccupino dell’esposizione a radiazioni, ma va detto che oggi:

• Le dosi utilizzate nelle radiografie dentali sono molto basse grazie alle tecnologie digitali.

• Si applicano principi di radioprotezione (protezione con grembiuli piombati, colli tiroidei, schermature) e si segue il principio ALARA (“As Low As Reasonably Achievable”): usare la dose più bassa compatibile con una buona diagnosi.

• Il dentista valuta caso per caso la necessità dell’esame, bilanciando i benefici diagnostici con il minimo rischio legato all’esposizione.

• Con le apparecchiature digitali moderne, spesso si riduce l’esposizione anche dell’80-90% rispetto alle radiografie analogiche.


4. Migliore comunicazione col paziente e consapevolezza


Mostrare al paziente le immagini radiografiche (a confronto con esami precedenti) aiuta:

• A far capire più concretamente l’evoluzione dello stato orale

• A motivare attenzioni maggiori all’igiene, all’uso di strumenti domiciliare, alla regolarità dei controlli

• A discutere in modo trasparente le scelte terapeutiche, mostrando al paziente le aree di “rischio” evidenziate dalle immagini


5. Quando sono necessarie radiografie nei controlli?


Non sempre è necessario eseguire una radiografia ad ogni controllo, ma se il dentista rileva segni sospetti (macchie scure, sensibilità, dolore, anomalie gengivali) o se il paziente ha fattori di rischio (storia di carie, parodontite, restauri complessi), l’indagine radiologica diventa molto utile.

Inoltre, nei bambini le radiografie aiutano a monitorare lo sviluppo dentale e la crescita ossea, per intervenire se qualcosa non evolve come previsto.

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Conclusione


I controlli radiologici durante una visita odontoiatrica di controllo non sono semplici “lastre di routine”, bensì strumenti diagnostici fondamentali per:

• Scoprire patologie nascoste prima che causino danni gravi

• Monitorare nel tempo l’andamento della salute orale

• Pianificare interventi con maggiore precisione

• Dialogare con il paziente in modo trasparente

• Coniugare efficacia diagnostica e sicurezza, grazie a tecnologie moderne e principi di radioprotezione

 
 
 

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Direttore Sanitario Dott. Marco Quarantini

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